La Matrice vibrazionale * the vibratory Matrix

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[…]

Once in a glade’s space, the girl is hesitant and with a frown, turned to his friend she urges him:

–  Come on Marius, be kind, hand me the binoculars. Then I’ll explain to you the rest. I won’t keep anything hidden, I only fear to involve you into a damn strange and risky story!

Chrisa looks for a spot where the trees’ branches are less dense and the light can penetrate through a flap of blue sky, makes more intensely shine the emeralds chestnuts leaves. Got on the tool firmly, the young woman examines the surface of the lake before moving to scout the area close to the shore. The boats are anchored at about 700 feet down below the hill. With the binoculars Chrisa can also see Alessandro sitting in his red and white striped deck chairs. Everything looks calm, a few tourists wandering around, but on board the suspect yacht there is no trace of a living soul.

–  Holy Grace. Yet… I was convinced… I’m not mistaken, usually…

With an annoyed grimace, Chrisa returns the binoculars to Marius and she sits on the first big rock that is on the way back to the car.

–  Well, promise is a promise Marius. I want to show you something special, an object that we aren’t yet been able to understand what might be and where it may come from.

Then with extreme care, the girl pulled from her purse the checkered kitchen’s towel and hands it to the old friend.

– Who knows, maybe because of your experience you might have an idea… although I doubt that this is an easy question to answer.

Marius’s eyes cower, with one hand, he adjusts his glasses on the nose while the other takes delivery of the object from the hands of the young woman. In turn, he crouches to the ground and carefully lays bare the artifact. Stunned and incredulous, the old sailor blurts out of his mouth a curse in Gaelic: evidently he doesn’t believe what’s holding in his hands.

–  It’s simply amazing! Ohhh goodness of the Gods… but… it’s… it’s impossible!

 

..oOo..

Arrivati in uno spiazzo la giovane è titubante e con lo sguardo accigliato, rivolta all’amico, lo incita:

– Dai Marius, sii gentile, passami il binocolo. Poi ti spiego anche il resto. Non voglio tenerti nulla di nascosto, ho solo il maledetto timore di coinvolgerti in una strana storia rischiosa!

Chrisa cerca un punto dove i rami delle piante sono meno folti e la luce può penetrarvi attraverso; un lembo d’azzurro fa brillare in modo più intenso anche le foglie smeraldo dei castagni. Inforcato lo strumento, la giovane esamina la superficie del lago per poi spostarsi a perlustrare la zona vicina alla riva. Le barche sono ancorate, in linea d’aria, circa 700 metri più sotto. Con il binocolo Chrisa scorge anche Alessandro seduto nella sua sdraio a righe bianche e rosse. Tutto appare calmo, qualche turista a zonzo, ma a bordo dello yacht sospetto non c’è traccia di anima viva.

– Porca miseria. Eppure… ero convinta… non mi sbaglio, solitamente…

Con una smorfia infastidita Chrisa ritorna a Marius il binocolo e si siede sul primo grosso sasso che trova lungo la via del ritorno.

– Bene, promessa è debito Marius. Voglio farti vedere qualcosa di particolare, un oggetto che non siamo ancora riusciti a capire che cosa possa essere e neppure da dove possa provenire.

Poi con estrema attenzione, la giovane estrae dalla sua borsa l’asciugamano quadrettato di cucina e lo porge al vecchio.

– Chissà che forse grazie alla tua esperienza magari hai un’idea… anche se dubito che questo sia un quesito di facile risposta.

Gli occhi di Marius si fanno piccoli, con una mano si aggiusta gli occhiali sul naso mentre con l’altra prende in consegna l’oggetto dalle mani della giovane. A sua volta si accovaccia a terra e con grande cura mette a nudo il manufatto. Sbigottito ed incredulo il vecchio marinaio si lascia scappare di bocca un’imprecazione in gaelico: evidentemente non crede a ciò che tiene tra le mani.

– È semplicemente incredibile! Ohhh bontà degli Dei… ma… è… è impossibile!

[…]

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