Introduction by prof. A. Jelmini

Claudine Giovannoni … never ceases to amaze with this astonishing new Novel!

After the escapes and pursuits in the Pacific Islands (The Sun’s Kumihimo – Il Kumihimo del Sole), which later became a perilous journey through the doors that separates the possible dimensions of the human mind  (The crystal of Peace – Il Cristallo della Pace), everything always filled and pervaded with a deep love for our Planet and the desire to save it from the implicit  dangers of the disordered and selfish progress; after the romantic succession, always fraught with danger and marked by unexpected twists, from the blur of a distant past existences right into the present lives (Fog on the Moor – Nebbie nella Brughiera), here in this new Novel she propels us into the realm of Norse mythology. And she does it, as always, with blindly cuts, combined with a sure hand, which gives the text a scent of a strong psychological eerie.

At the center of the story is a mysterious and magical object (the Vibrational matrix), around which as mentioned about the Kumihimo, rotates the whole story. But if in the first Novel the events gave rise to a small epic poem (also because the protagonists are children), with run-up and chases that make us discover beautiful and not well known corners of our globe, thus these events develop first along a horizontal line (although the awareness of some of the characters show us a depth-self inner search). In this compelling and gripping new novel, the vertical line is dominant, while attending a triangle of movements between Ascona, Paris and Ireland.

But the verticality is presented on every page, along two directions: first through Time, by the Druids to the residents of the 23rd century (when the story takes place), and secondly in the growth, in parallel, of the ability of the mind. Skills that are manifested in the search for past lives and the capacity to pass through the doors that separate the different reality-sizes. Here we can see all Claudine’s skill, who knows various ways to differentiate these “discoveries” concerning the strength of mind among people who seek to acquire with selfishness personal benefit, and people who want to put their knowledge and resources for the benefit of mankind’s life and the Planet that hosts them.

But not only: the story is steeped in mystery due to the fact that in addition to the characters of which we understand very well the nature,  we find others that deliberately, just as in a detective story worthy of respect, some of them hide their true intentions. Even the characters that turn around the protagonist, a young Annwyn (person able to separate mind from body and move into Time-Space), projects over her a shadow of doubt by casting in her soul deep conscience’s fears, even painful.

The most significant, with a superb choice of time and space (an extremely old yew tied to the oldest age of Irish legends) is about the love that is subtly to differentiate between the most sensual one, linked to beauty and physical strength, and the other one which instead leans towards the bliss of the soul and the power of sacrifice. All wrapped in a scenario full of light and shade, mysterious caves and wild nature, makes us think of Botticelli’s Primavera, which, although in a calmer and more classic atmosphere, paints this dualism, leading to the answer given by the victory of the noblest.

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Claudine Giovannoni non finisce di stupire… con questo suo nuovo e sorprendente romanzo!

Dopo le fughe e gli inseguimenti nelle isole del Pacifico (Il Kumihimo del sole ), diventati in un secondo momento un viaggio pericoloso attraverso le porte che separano le possibili dimensioni della mente umana (Il Cristallo della pace ), il tutto sempre pervaso dall’amore per il nostro pianeta e dal desiderio di salvarlo dai pericoli impliciti in un progresso disordinato ed egoista; dopo il romantico avvicendarsi, sempre irto di pericoli, e segnato da improvvisi colpi di scena, di esistenze di un lontano passato con esistenze attuali (Nebbie nella brughiera ), ecco che questo nuovo romanzo ci proietta nel mondo delle saghe nordiche. E lo fa, come sempre, con tagli a scatola chiusa, combinati con mano sicura, dando al testo il profumo di un giallo a tinte fortemente psicologiche.

Al centro un oggetto misterioso e magico (la “Matrice vibrazionale”), attorno al quale, come già a proposito del Kumihimo, ruota tutta la vicenda. Ma là, gli accadimenti davano vita a un piccolo poema epico (anche perché protagonisti sono bambini), con fughe e rincorse che ci fanno scoprire angoli stupendi e poco conosciuti del nostro globo: vicende dunque che si sviluppano in primo luogo lungo una linea orizzontale (anche se la presa di coscienza di alcuni personaggi ci mostrano una ricerca in profondità).

In questo nuovo avvincente romanzo, la linea verticale è dominante, pur assistendo a un triangolo di spostamenti tra Ascona, Parigi e l’Irlanda. Ma la verticalità si presenta a ogni pagina, lungo due direttrici: dapprima nel tempo, dai druidi fino agli abitanti del 23esimo secolo (momento in cui si svolge la vicenda), e in secondo luogo nella crescita, in parallelo, delle capacità della mente. Capacità che si manifestano nella ricerca di risalire a esistenze anteriori e alla possibilità di varcare le porte che separano le diverse dimensioni. Qui possiamo osservare tutta la bravura di Claudine, che sa variamente differenziare queste “scoperte” riguardanti la forza della mente, tra personaggi che cercano di trarne un beneficio personale, egoistico, e personaggi che intendono mettere le loro conoscenze e risorse a beneficio della vita di tutti gli uomini e del pianeta che li ospita. Ma non solo: la vicenda è intrisa dal mistero dato dal fatto che accanto a personaggi di cui si comprende benissimo l’indole, ne troviamo altri che volutamente, proprio come in un giallo che si rispetti, nascondono le loro vere intenzioni. Trattandosi di personaggi che ruotano attorno alla protagonista, una giovane Annwyn (persona capace di separare la mente dal corpo e di spostarsi nello spazio), essi proiettano sulla stessa l’ombra del dubbio creandole profondi problemi di coscienza, anche dolorosi. Il più significativo, con meravigliosa scelta di tempo e di spazio (un tasso secolare legato alle più antiche leggende irlandesi) riguarda l’amore che viene sottilmente a differenziarsi tra quello più sensuale, legato a bellezza e forza fisica e quello che invece propende verso la rettitudine dell’animo e la forza di sacrificio. Il tutto inserito in uno scenario ricco di chiaroscuri, di antri misteriosi e di nature selvagge, ci fa pensare alla Primavera di Botticelli, la quale, sebbene in un clima più sereno e più classico, ci dipinge questo dualismo, portandoci verso la soluzione data dalla vittoria dell’Amore più nobile.

Prof. Alberto Jelmini

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3 responses to “Introduction by prof. A. Jelmini

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